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Dal 15/02 al 15/03/2013

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La Chiesa dello Spirito Santo in Modena, esterno

Un edificio che parla di Dio

La Chiesa Parrocchiale dello Spirito Santo, in Via Fratelli Rosselli a Modena, è opera dell’Architetto modenese Fabio Massimo Pozzi ed è stata completata nel 1996. È una delle opere architettoniche più originali e riuscite degli ultimi decenni.

Pur essendo in stile moderno, mantiene elementi propri della tradizione degli edifici sacri. La forma circolare della pianta (la più classica, assieme a quella basilicale), rappresenta la perfezione e l’eternità; la cuspide punta verso il cielo ed è sormontata dalla croce cosmica, con i bracci rivolti ai punti cardinali; il portico (o prònao) introduce gradualmente nello spazio sacro.

Le possenti porte di bronzo (che un donatore fece costruire per il Duomo di Modena, ma che non vi furono collocate per il parere contrario della Sovrintendenza ai Beni Culturali) immettono in un ambiente asimmetrico ma armonico. Colpiscono il rosone crociato e le ampie vetrate, il pavimento policromo e il soffitto in legno, la cantorìa con l’organo e l’avvolgente matronèo da 150 posti.

Tutto definisce un ambiente che “parla di Dio”, perché è diverso da tutti gli altri, costruiti solo per l’uomo.

 

Una chiesa "cattolica"

Come la nostra comunità, così anche il nostro edificio "ha un volto": infatti dall'esterno è immediatamente leggibile come chiesa.

E' una chiesa moderna, ma non si ispira ai soli valori del rinnovamento liturgico del Concilio Vaticano II, che ne avrebbero fatto una chiesa "conciliare".

L'interno della chiesa durante una celebrazionePotremmo piuttosto definirla una chiesa "cattolica", certamente non perché le altre non lo siano, ma perché pur nella sua modernità, rispetta tutta la tradizione cattolica nel modo di costruire le chiese, lasciando per esempio il dovuto rilievo al Tabernacolo e avendo un forte numero di immagini che favoriscono la pietà e la devozione popolare.

Anche l'altare con la grande croce collocata al centro, ricorda che la Messa è prima di tutto la rinnovazione del Sacrificio di Cristo. Infine il fonte battesimale collocato, secondo tradizione, vicino ad una porta indica che il Battesimo è la "porta" della Salvezza e della Chiesa.

Il Concilio Ecumenico Vaticano II non è "il Concilio" per antonomasia, ma è semplicemente l'ultimo dei 21 concili celebrati dalla Chiesa. Ciò vuol dire che tutto ciò che di nuovo esso ha giustamente portato (sede, ambone, altare distaccato dalla parete per poter celebrare anche verso il popolo, centralità della parola di Dio, giusta collocazione delle immagini della Madonna e dei Santi) non deve essere realizzato in maniera ideologica e disgiunta dalla Tradizione bimillenaria della Chiesa.

 

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