Il signor Enzo Bianchi, che si è autoproclamato Priore della Comunità monastica di Bose, fa credere che il suo sia un vero monastero. In realtà non esiste alcuna approvazione canonica (cioè della Chiesa) della comunità di Bose. Questi “monaci”, maschi e femmine, protestanti e cattolici(?), sono soltanto laici. Certamente liberi di parlare e scrivere, ma non a nome della Chiesa Cattolica!
Quello di Enzo Bianchi è un cristianesimo minimale: si limita ai cuori e non ambisce a cambiare il mondo secondo Cristo (per quanto è possibile e con la forza della Verità). È un cristianesimo che rimanda ogni cambiamento al Ritorno del Signore e che non cerca di iniziare già da ora a rendere la terra più simile al Cielo. Insomma, è l’esatto opposto del “ De Civitate Dei” di Sant’Agostino.
Scopo di questa fede mondana è umanizzare la terra con giustizia, pace, solidarietà e basta. Senza affermare che la Verità ha dei diritti da far valere in virtù della legge di natura, anche nelle legislazioni degli Stati.
Per questo il Bianchi trova grandi consensi nel mondo laico (Stampa, Repubblica, Corriere). Infatti lascia la partita al mondo. Per di più, non parlando mai di peccato originale, insinua l’idea di una naturale bontà delle creature (che invece secondo la dottrina cattolica, pur non essendo totalmente cattive, sono però gravemente ferite e necessitano di redenzione).
Evidentemente queste idee non sono mai affermate con concetti e parole chiare, poiché venendo allo scoperto sarebbero subito condannate. Ma si parla anche con i silenzi. Non affermando mai una dottrina, (per esempio quella del Peccato Originale e della necessità di fare penitenza per essere perdonati) la si lascia cadere, come se non esistesse più.
Il Dott. Bianchi è un autodidatta. Non ha studiato teologia, conseguendo un titolo che lo abiliti all’insegnamento, ma è dottore in economia e commercio. È un grande incantatore che, dotato di un grande potere mediatico, ammalia anche preti e vescovi.
Prima di reagire, o di scrivere commenti, controlla almeno la voce "Enzo Bianchi" su Wikipedia (per parlare di una ricerca elementare e non completa), o leggi su La Bussola Quotidiana il parere autorevole di Mons. Livi (teologo della Lateranense), oppure la discussione sul blog Messa in Latino.
Don Giorgio Bellei




E come mai in giro per l'Italia lo invitano addirittura a predicare gli esercizi spirituali ai sacerdoti??
nei confronti di Bianchi i pareri sono discordi. Egli ha molti estimatori anche nel clero.
Il giudizio che io do riguarda solo le sue idee e il suo linguaggio. Bianchi evita sempre di esprimersi nella maniera precisa dello stile definitorio. Più che negare, non afferma. Ma questo tipo di linguaggio è già un modo di comunicare.
Ha usato per Cristo il termine creatura (cfr. “Le tentazioni di Cristo”, ed. Paoline). Con questo non ha negato apertamente il dogma di Nicea, ma dà adito a credere che si possa accettare un Gesù soltanto uomo.
Lo stesso - e più gravemente - fa a proposito del rapporto Chiesa-mondo. La sua visione prettamente ottimista non nomina mai il Peccato Originale. (Ma queste cose sono già scritte nell’articolo).
Non tocca a nessuno di noi condannare il personaggio, ma è doveroso parlarne da parte di chi, come afferma Paolo VI nell’enciclica “Mysterium Fidei”, è convinto che la pastorale deve procedere da concetti precisi. Parlandone, forse, invitiamo chi ne ha il dovere (e cioè il magistero) a fare chiarezza. Resta poi il grosso quesito sullo statuto giuridico del personaggio: - è un monaco o non lo è? -.
Ti invito a non porre solo domande, ma ad esprimere pareri.
Per esempio, nel corso di una conferenza tenuta poco tempo fa a Pescara presso la chiesa dello "Spirito Santo" (!), ha detto:
«Bisogna rendersi conto che la crisi è di fede e fiducia a livello di società prima che di una crisi di fede e fiducia in Dio. Gli uomini devono ripigliare ad aver fiducia nella terra, nel futuro, nella società, tra di loro. Perché se non c’è fiducia nell’uomo che si vede, come si può aver fiducia nel Dio che non si vede?»
Boh... intravedo in queste ed altre parole l'alba di un nuovo umanesimo modernista!
Visione del mondo? pratica di umanità??
Questa è la presentazione del Dott Bianchi del suo libro "Perché avete paura? Una lettura del Vangelo di Marco". A me risulta fino a prova contraria che tutto il racconto evangelico è nel farci conoscere una realtà che è sconvolgente per la nostra povera umanità e cioè che il Verbo (Dio) si è fatto carne per redimere la carne, altro che lezioni di umanesimo spicciolo non credo che Gesù abbia voluto darci lezioni di "galateo", altrimenti tutto si può ricondurre alle ricette di Nonna Papera!
Se la lettura del vangelo non influenza il nostro vivere nel mondo, bé, è una lettura davvero inutile.
Facci caso gli argomenti sollevati rientrano in una disputa teologica: matrimonio e regno di Dio, i bambini e il regno di Dio, la ricchezza e il regno di Dio, la salvezza per il regno di Dio...
L'insegnamento che possiamo trarre è che dobbiamo fare i conti (umani) in prospettiva del Regno di Dio. E questo Regno di Dio che è? Pietro da bravo Ebreo e lavoratore è un pratico e dice "cosa ne otterremo?" Gesù risponde che è lui stesso questa meta: "per il mio nome ... si ottiene la vita eterna". Certo che la lettura del Vangelo ci influenza togliamoci i nostri occhiali e guardiamo l'insieme dei Vangeli, allora la bellezza emerge e noi abbiamo sete di questa bellezza tanto che saremmo disposti a fare carte false per ottenerla, ecco come ci influenza nella vita. Altro che un manuale di buone pratiche, ti ricordo che la frase che hai estratto la dice Gesù in risposta alla domanda del Giovane ricco ed è in un contesto più ampio: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso».
Questi sono i comandamenti che ci danno i segnali stradali, il giovane li ha sempre osservati ma sappiamo bene cosa accadde dopo... Gesù ha detto: "Vieni e Seguimi"...
la citazione che fai del Vangelo è vera.
Tieni conto però che il primo modo per esercitare la carità è la correzione dell’errore.
Insegnare a chi non conosce ed ammonire i peccatori, sono due opere di misericordia spirituale.
Attento: Non ho detto che Bianchi sia un peccatore o uno che non conosce. Sto dicendo che la discussione per trovare la Verità è il mezzo più alto per esercitare la carità.
Il Messaggio del Papa per la Quaresima 2012, (che puoi trovare nel sito della Santa Sede) svolge proprio questo tema.
Il cattolico cita il Vangelo, ma lo legge nella Chiesa e con la Chiesa. Quindi lo interpreta con il Magistero.
E’ Lutero che parla di “sola scriptura”.
Don Giorgio
- nel prg delle giornate vedo che non è MAI celebrate la messa.
- Enzo Bianchi nell'ottobre 2008 ha partecipato al Sinodo dei Vescovi su la Parola di Dio come "esperto" nominato da papa Benedetto XVI.
E' vero ????
Grazie
Quella di Bose è una comunità ecumenica. Bianchi la fondò l’8.12.1965, giorno di chiusura del Vat.II assieme ad un protestante ed un ortodosso.
Questo è il motivo per cui nel suo programma ufficiale non c’è la Messa che ci divide dai protestanti e ad essi è molto invisa.
Il Vescovo di Biella colpì la comunità con l’interdetto, cioè con la proibizione di celebrare la Messa, in quanto c’erano dei Protestanti.
Questa disposizione fu poi tolta per interessamento del Card. Pellegrino (Torino) appartenente all’ala progressista e sessantottina.
Ora la Messa viene detta solo 2 volte la settimana, compresa la domenica e vi partecipano solo i cattolici.
Non conosco la “liturgia di Bose”, ma non faccio fatica credere che sia teologicamente sbilanciata, nei confronti della Lit. della Parola per il “dialogo” con i protestanti.
E’ vero che Bianchi fu invitato al Sinodo sulla Parola di Dio. Ho già detto che Egli gode di stima in alcuni ambienti episcopali italiani.
Gli “uditori” od “esperti” non hanno però diritto di voto.
La mia “perplessità” su Bose, nasce da questi motivi . Sono stato indotto a trattare sul sito questo argomento, perché esso è molto dibattuto su alcuni blog cattolici.
E questo è il segno che il problema esiste.
Don Giorgio
E’ singolare notare come il Bianchi presenti una rassomiglianza alquanto sorprendente, sotto tutti i punti di vista, con Mefistofele: colui che non ama la luce, il distruttore del bene… il menzognero di stirpe luciferina. L’astuto Mefistofele non si presenta al mondo con corna e zoccoli caprini, che preferisce nascondere accuratamente sotto più rassicuranti fattezze umane…piuttosto ama TRAVESTIRSI DA FRATE (senza ovviamente, esserlo) per poter avvicinare gli uomini con inganno, incantandoli con parole ammalianti e suadenti ma false e vuote…infatti, il parlare con mezze affermazioni tipico del Bianchi, il dire e non dire, è caratteristico anche del diabolico Mefistofele, di cui l’incauto Faust è caduto vittima, attratto dai discorsi ingannevoli ed illusori del sedicente frate…
Nel dettaglio, Bianchi parla della necessità (...) di un nuovo e “moderno” cristianesimo, insinuando quindi che le parole di Gesù Cristo siano sorpassate e pertanto da sostituire al più presto con una religione nuova FIAMMANTE (…!) …eppure, Gesù ha parlato in modo CHIARO e DEFINITIVO quando ha detto: “Passeranno il cielo e la terra ma le mie parole NON passeranno”.
Secondo il Bianchi, invece delle beatitudini e degli insegnamenti di Gesù, troppo impegnativi per l’uomo autoreferenziale di oggi che è poco avvezzo alla disciplina e ai Comandamenti, per semplificarci la vita avremmo piuttosto bisogno di una religione che abbracci le idee del mondo e che getti alle ortiche la Sacra Scrittura e la Croce, accettando e glorificando i vizi anziché condannarli, in nome di un “amore universale” per tutto e per tutti, senza alcuna distinzione di merito o demerito.
Forse il “Priore di Bose” dimentica come San Giacomo ammonisce severamente chi si allontana dalla Verità: “Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio”, (Giacomo 4,4).
Il Bianchi ci propone infatti un “nuovo cristianesimo” senza Cristo (!): una religione artificiale (creata dall’uomo per se stesso) che possa piacere a tutti (ma proprio a tutti, nessun ateo escluso!), così minimale che avrebbe una sola e semplice regola: quella secondo la quale non ci sono regole, perché tutto è bene e niente è male…
Chi segue il personalissimo “cristianesimo” ateo del Bianchi che, oltre a svuotare di significato l’intero Nuovo Testamento, attacca frontalmente anche la credibilità e l’autorità del Papa, si contrappone quindi a Gesù Cristo che ha detto: “Chi non è con me è CONTRO di me; e chi non raccoglie con me, DISPERDE”.
Mentre il buon Pastore opera per la salvezza delle anime, i falsi predicatori da sempre si impegnano per la perdizione delle anime…
Non mi sorprende pertanto che esistano ambigui personaggi come Enzo Bianchi che, quando non vagano nelle ombre di improbabili monasteri, salgono alle luci della ribalta del mondo, in cerca di sprovveduti da arruolare tra gli adepti della “nuova” religione di cui sono infausti messaggeri…Certamente mi addolora invece il fatto che tra gli imprudenti si debbano annoverare, ancora una volta, persino alcuni Vescovi (anche in questo caso, come sempre, unicamente ecclesiastici di chiara inclinazione “progressista”…) che, dimenticando di essere veri Apostoli di Cristo, non intervengono con fermezza per allontanare, sia dal clero locale che dai fedeli, i tanti mistificatori della fede che pullulano nel sottobosco dell’anticristianesimo e che troppo spesso amano confondersi, nelle parole come nell’abito, con gli uomini consacrati a Dio…i soli ad essere i depositari degli insegnamenti di colui che lo stesso Benedetto XVI ha definito “unica Luce e unica Verità”: Gesù Cristo.
Grazie.
Bianchi professa la sua fedeltà a tutto campo al Papa. (cfr. lettera di risposta a mons. Livi ed auguri al pontefice per il suo compleanno in Avvenire del 22. 04. 12) Ma sfogliando tra ritagli di giornali trovo sulla Repubblica che insieme a Stampa e Corriere, sono “i suoi mezzi di comunicazione di massa” un duro attacco al Motu Proprio. La data è l’8 luglio 2007. Il documento pontificio in questione è del 7 luglio 2007.
Scrive il nostro:
“Con il Messale di Pio V (volutamente si omette “san”) si sarà autorizzati a pregare in modo non conforme all’insegnamento ecumenico del Vaticano II, così si pregherà per “eretici e sismatici, perché il Signore li strappi da tutti i loro errori, mentre per gli ebrei si userà l’espressione “popolo accecato”
Ma queste verità, non sono state abolite, come egli insinua. Infatti il CCC (catechismo Chiesa Cattolica), parla di eresia al n.465 e seguenti e di scisma e di colpe conseguenti, ai nn.817 e 2089. Le parole dunque sono tuttora in uso, perché hanno ancora valore quei concetti. Quanto al popolo accecato conviene dire che l’espressione “auferat velamen de cordibus eorum” è di S. Paolo.(cfr. 2 Cor. 3,14 – 16) Tuttavia il Papa l’ha cambiata ed ha espresso il concetto in positivo: “illuminet corda eorum” (cfr. nota della segreteria di Stato del 6 febb.2008). Dunque prima che nel Venerdì santo si potesse pregare con quel Messale. Oggi in quella preghiera, chiediamo che sia fatta luce. La luce presuppone però precedenti tenebre. Dunque anche questa espressione è legittima.
Qui come in tanti altri casi, Bianchi ragiona “per slogans”. Purtroppo molto clero superficialmente accetta il “suo insegnamento” e ripete gli stessi slogans. I quali tuttavia, hanno ben poco fondamento.
Chi ama davvero il Papa non ne critica un documento il giorno dopo la sua pubblicazione!
mi lasci dire che mi fa molto piacere scoprire che non mancano in Italia sacerdoti prudenti, caritatevoli ma anche fermi e attenti alla salvaguardia della fede. I suoi dubbi su Enzo Bianchi sono da me purtroppo condivisi. Dico purtroppo perché non fa piacere vedere come la maggior parte dei vescovi appoggi senza riserve questo monaco a dir poco originale, lasciando i fedeli nella confusione.
Vorrei anche domandare se lei ha notizie più precise in merito alla sospensione dell'interdetto contro la comunità di Bose a opera del Cardinal Pellegrino. Da un volume scritto da un ammiratore di Bianchi ("Il segno di Bose", Piemme 2003 di tale Mario Torcivia) si apprende che Mons. Rossi, vescovo di Biella, comminò la sanzione il 7/11/1967 e la confermò a voce in ben tre "colloqui" con fratel Enzo, invitando quest'ultimo addirittura a lasciare la diocesi. L'ultimo degli incontri avvenne 11/5/1968 e dopo poco più di un mese giunse la visita (annunciata il 14 marzo 1968) del cardinal Pellegrino il quale "giunge a Bose, tiene una conferenza su “La fede di Pietro nei padri della Chiesa”, presiede l’eucarestia e annuncia la fine dell’interdetto. Il Presule aveva infatti chiesto e ottenuto dagli altri confratelli vescovi piemontesi di divenire egli stesso garante della comunione della nascente comunità con la Chiesa cattolica” (Torcivia, p. 33).
A parte il fatto che poco oltre nel libro si apprende che l'incarico di garante di Pellegrino ebbe inizio solo nel 1971, resta il dilemma circa l'autorità dell'arcivescovo in materia di interdetti. emessi fuori dalla sua arcidiocesi.. da ignorante in materia le domando: può un arcivescovo annullare ,e decisioni di un altro vescovo? E poi la diocesi di Biella non è legata a Torino ma all'Arcidiocesi di Vercelli... quindi?
Perdoni la lungaggine e accetti i miei migliori auguri di buon proseguimento nel suo ministero sacerdotale.
Buona giornata!
A leggere questi commenti sembra quasi di stare fra pettegoli impegnati
a usare parole senza costrutto.
Mi dispiace ma non siete dei veri portatori della parola di Cristo.
DIO è AMORE.
Buona Giornata!
Il medioevo è finito.
Non ve ne siete accorti?