I colori della Quaresima: il viola

Dal profondo io grido a Te, o Signore:

sia la mia preghiera così intensa
come il viola degli abissi che hai creato!


I colori della Quaresima: il bianco



Purificami, o Signore: sarò più bianco della neve!


I colori della Quaresima: il rosso

Rosso il tuo Sangue si sparge su tutta la terra…



Tu, Figlio di Dio, mi hai tanto amato da dare la vita per me!


Quaranta giorni nel deserto

 

Il digiuno: un segno di conversione dello Spirito


La Chiesa prevede
l'obbligo del digiuno il mercoledì delle ceneri e il venerdì Santo.
Tutti i venerdì di Quaresima
sono giorni di astinenza dalle carni.

La scelta di questi giorni precisi manifesta il carattere comunitario di questa pratica: è l'intera comunità ecclesiale ad essere in penitenza.

Per “digiuno” la Chiesa intende il consumo di un unico pasto durante l'arco della giornata, scegliendo tra pranzo o cena, secondo le proprie abitudini, la propria salute e il proprio lavoro.
Al digiuno si possono poi affiancare piccole rinunce alimentari: i fioretti.
Presso molti fedeli è viva la pratica del digiuno a pane e acqua.

Privazione e moderazione non sono fini a se stesse, ma vie attraverso le quali intraprendere un cammino di penitenza e di purificazione dello spirito.
L'astenersi dal cibo non ha solo un valore sociale, come impegno di giustizia, solidarietà e segno di comunione con chi soffre la fame, ma è soprattutto una pratica religiosa.

Solo inserendolo nel mistero del Cristo morto e risorto, attraverso la fede, la preghiera e i sacramenti, il digiuno acquista significato vero e valore di salvezza.

Erica Poli

 

Guida per la Confessione

Mettiti fiduciosamente in presenza di Dio, chiedi a Lui di darti luce per fare una buona confessione.
Fai l'esame di coscienza, normalmente bastano 5 minuti.

Va' al confessionale e comincia serenamente a dire i tuoi peccati, in modo semplice e chiaro, in modo che il sacerdote capisca bene di che si tratta; se ti è possibile di' se sei caduto in ogni peccato qualche volta o molte volte.

Non vergognarti di dire i tuoi peccati al confessore: non ti giudicherà né si scandalizzerà, per grandi che siano le tue mancanze; anzi si rallegrerà perché tu vuoi riconciliarti con il Padre.
Ascolta i consigli che il sacerdote ti dà.
Prima di ricevere l'assoluzione, recita l'Atto di dolore.

Dopo, ringrazia il Signore che ti ha perdonato e ti ha dato la sua Grazia per vivere la tua vita come figlio di Dio.
Ricordati di compiere la penitenza.