Il messaggio del Papa

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La questione dello sviluppo dei popoli
“Chi non dà Dio, dà troppo poco!”

Una sintesi del Messaggio del Papa per la Quaresima 2006

La Quaresima è un pellegrinaggio interiore verso Cristo, che è la fonte della misericordia. Dio ascolta il grido delle moltitudini affamate di gioia, pace e amore. L'Evangelista Matteo annota che “Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione” ; e anche oggi lo sguardo commosso di Cristo si posa sugli uomini e sui popoli. Questa annotazione del Vangelo ci spinge a riflettere sulla questione dello sviluppo.


Già Paolo VI nella Populorum Progressio denunciava lo sfruttamento dei lavoratori, le strutture oppressive e le carenze materiali; e come antidoto proponeva di riscoprire non solo la dignità e la cooperazione, ma soprattutto i valori supremi e la fede in Dio , che ne è la sorgente.

Per questo il primo contributo che la Chiesa offre allo sviluppo dell'uomo e dei popoli non è dato da mezzi materiali, ma dall'annuncio della verità di Cristo, che educa le coscienze e insegna la dignità della persona.

 


Non è possibile rispondere solo ai bisogni materiali dell'uomo, senza soddisfare le profonde necessità del loro cuore. Chi non dà Dio dà troppo poco: come diceva la beata Teresa di Calcutta, “la prima povertà dei poveri è di non conoscere Cristo”.
Senza questa prospettiva, una civiltà non si costruisce su basi solide.

 

Lo sviluppo dev'essere basato sul rispetto della dignità e del vero bene dell'uomo; quindi non può escludere gli autentici valori religiosi , che rispondono alle domande più profonde e motivano ad agire bene.

La Chiesa chiede a chi ha il potere politico ed economico di operare in questo senso e di garantire una effettiva libertà religiosa , che consenta non solo di annunciare Cristo, ma anche di costruire un mondo animato dalla carità.

I cristiani devono imparare a valutare i programmi politici in base a questi criteri.

 

Nella storia ci sono stati anche errori di cristiani, che di fronte a problemi gravi e urgenti hanno pensato che si dovesse prima migliorare la terra e poi pensare al cielo. Ma cedere a questa tentazione significa trasformare il cristianesimo in un moralismo, sostituire il “credere” con un “fare”.

Disse Giovanni Paolo II: “La tentazione oggi è di ridurre il cristianesimo ad una sapienza meramente umana, quasi a una scienza del buon vivere. Ci si batte sì per l'uomo, ma per un uomo dimezzato. Noi invece sappiamo che Gesù è venuto a portare la salvezza integrale”.

 

È proprio a questa salvezza integrale che la Quaresima ci vuole condurre in vista della vittoria di Cristo su ogni male che opprime l'uomo.

La Quaresima è tempo propizio per conformarci con lo sguardo misericordioso di Gesù, attraverso il digiuno e l' elemosina , oltre che con la preghiera e la confessione . Gli esempi dei santi e le molte esperienze missionarie (prova della sincera preoccupazione per l'uomo da parte di chi è mosso dal Vangelo) danno indicazioni preziose sul modo migliore di sostenere lo sviluppo.

Affidiamo a Maria, fonte di speranza, il nostro cammino quaresimale; e in particolar modo le moltitudini che ancora oggi, provate dalla povertà, invocano aiuto, sostegno, comprensione.

 

Sintesi a cura di Alessandro Bortolamasi