1) Il luogo e il tempo 
Può sembrare una sciocchezza mettere queste motivazioni come principali; invece, secondo me, sono proprio fondamentali. E vi spiego perché: siamo in una società dell'“happy hour”, del “mordi e fuggi” e l'arte è diventata parte di questo stile di vita superficiale e frenetico.
Dedicare un pomeriggio ad Annibale Carracci vuol dire iniziare un percorso che si approfondirà, col tempo, nelle chiese e nei palazzi bolognesi. È cioè un inizio significativo che diventerà conoscenza. Un comportamento molto diverso da quello di chi colleziona mostre come se fossero figurine di calciatori.
La mostra è a Bologna e Annibale Carracci, bolognese, ci parla di una terra lontana solo nel tempo. Mi pare che il visitatore emiliano (o un abitante attento dell'Emilia) sia in grado di creare immediatamente un colloquio con l'artista intorno ad usi, mestieri e tradizioni che ancora oggi si possono intravedere. In quadri come il Mangiafogioli, la Macelleria , la grande Crocifissione (con San Petronio così simile al nostro San Geminiano), si riconosce la nostra comune origine, l'essere figli di una terra con storie e abitudini che nascono lontano.
2) L'artista della Controriforma cattolica
Annibale Carracci è l'artista che meglio di tutti ha incarnato lo spirito della Controriforma cattolica.
La mostra ci dà l'occasione di vedere come la Chiesa uscita dal Concilio di Trento reagisce alla Riforma protestante. Nei quadri di Carracci (vedi Crocifisso con Santi, Assunzione del Museo del Prado, Pietà di Capodimonte) è facile cogliere il rigore e la chiarezza della dottrina del Cardinal Paleotti, vescovo di Bologna, che scrisse un trattato per rendere concrete le disposizioni conciliari in materia di immagine religiosa.
3) La qualità della mostra (chi va per mostre sa che non è scontata!)
La mostra dell'Archeologico di Bologna è di ottima qualità: negli studi e negli allestimenti con pochissimi punti criticabili.
Le opere provengono davvero da tutto il mondo, mentre quelle già presenti a Bologna, in chiese e palazzi, sono state lasciate in situ : il biglietto della mostra permette di visitarle fino al 7 gennaio. È un'ottima scelta, perché nulla è più gradito che trovare le opere d'arte lì dove erano state pensate dall'artista.
È un'occasione unica per conoscere l'opera di Annibale disegnatore, per studiare il tratto dell'artista: a volte il disegno è di fianco all'opera finita. Questo è frutto di una ricerca straordinariamente accurata.
Difetti: gli immensi cartelloni con lunghissime scritte a caratteri piccoli; devi scegliere se leggere quelli oppure guardare i quadri. Perché non fare snelle sintesi in un bel pieghevole, magari da leggere in treno mentre si torna a casa?
Altro difetto: i titoli dei quadri scritti piccoli piccoli; per leggerli ci devi piazzare sopra il naso, con la paura che scatti l'allarme. Ci sono solo io, di miope?
Questi problemi si possono risolvere con l'audio-guida, che si paga ma è di buona qualità.
(Visita il sito ufficiale www.mostracarracci.it)
Prof.ssa Rita Tonelli |