Scommettere su Dio

"Mi ha condotto fin qui, in primo luogo, un'appassionata e inarrestabile ricerca di verità, che mi ha guidato negli ultimi anni del liceo fino alla comprensione, o all'intuizione, che tutto, dalla letteratura alla scienza, più o meno consapevolmente parla di Dio...

...Ho bisogno di arrivare al dunque, e questo “dunque” immutabile, questo senso profondo della vita è Cristo stesso. "

Paolo


Bollettino Parrocchiale: Natale 2006

 

 



Un giovane della Parrocchia è entrato in Seminario

Paolo Borghi ha deciso di “scommettere su Dio”

Gli abbiamo chiesto di descrivere le sue sensazioni da quando ha iniziato questo cammino


Sono entrato in seminario nel settembre 2006.
“Come va?” mi chiedono in molti con curiosità e forse con una punta di apprensione. Certo, l'inizio è stato difficile e per molti aspetti lo è tuttora: ambiente e vita del tutto diversi, insieme all'inizio del cammino di verifica e approfondimento della vocazione. Ma che ci siano difficoltà non è cosa nuova, e del resto vi dirò che sono contento.

Risalendo ai mesi in cui è maturata questa mia scelta, ricordo quanto questa decisione sia stata sofferta. Quello che fino all'ultimo mi ha frenato, comunque, è stata la paura. Paura di stare sbagliando strada, paura per ciò a cui ho rinunciato, paura di non farcela e di dover fallire, paura di non aver capito niente di quello che Dio mi sta chiedendo, paura, infine, di avere paura.

Come ho quasi superato questi terrori schiaccianti? Con un sostanziale affidamento a Cristo e con un certo spirito di scommessa. Sì, perché sono convintissimo che la strada che sto intraprendendo sia troppo bella per essere lasciata perdere, là dove ci siano motivazioni e segnali adatti per potere rischiarla.

Mi riesce un po' difficile provare in qualche modo a riassumere le motivazioni e lo stato d'animo con cui comincio questo cammino verso il sacerdozio. Direi che mi ha condotto fin qui, in primo luogo, un'appassionata e inarrestabile ricerca di verità, che mi ha guidato negli ultimi anni del liceo fino alla comprensione, o all'intuizione, che tutto, dalla letteratura alla scienza, più o meno consapevolmente parla di Dio. E la verità del Cristo non può rimanere un'idea, ma per sua natura deve trasformare la nostra vita.

Qui c'è una seconda motivazione: l'intuizione che l'essere prete sia anch'essa una via eccezionale per amare gli altri dell'amore di Dio. In caso contrario, non l'avrei nemmeno presa in considerazione. Ed ecco che la via dell'amore, tramite la Parola , i sacramenti e la carità, mi si presenta come una possibilità incredibile di azione concreta sulla realtà in favore degli altri.

“Fare la verità nella carità” si è tradotto per me in questo cammino radicale verso il sacerdozio, se Dio vorrà. Come ho detto una volta alla mia professoressa di lettere, ho bisogno di arrivare al dunque, e questo “dunque” immutabile, questo senso profondo della vita è Cristo stesso.

Mi raccomando sempre a voi tutti nella preghiera quotidiana, altrettanto farò per voi.

Ciao a tutti

 

Paolo