
Il viaggio del Papa in Turchia è stato seguito dall'opinione pubblica internazionale soprattutto per verificare se si sarebbero avverate le pessimistiche previsioni della vigilia. Gli organi di informazione si sono concentrati su ciò che poteva fare cronaca piuttosto che sulle motivazioni e finalità di questo viaggio.
È stato però il Papa stesso a chiarirle nel suo primo giorno in Turchia: conoscere e farsi conoscere, capire e farsi capire all'interno di un paese islamico; incontrare il Patriarca Ortodosso a Costantinopoli per rilanciare i legami fra le due Chiese Cristiane, separate da motivi che devono essere rivisti con coraggio e realismo.
In sintesi il Papa, che era stato presentato come il Crociato che voleva imporre la fede cattolica, si è invece dimostrato mite, sereno, portatore di valori così grandi che non hanno bisogno di difensori ma di testimoni ed annunciatori. Le parole pronunciate ed i gesti ne sono state la prova. L'atto principale, che probabilmente dai più non è stato colto nella sua grandezza, è stato l'incontro con il Patriarca Bartolomeo I non a caso nel giorno della festa di Sant'Andrea, fondatore della Chiesa di Bisanzio e fratello di Pietro, fondatore della Chiesa di Roma.
Non è stata una visita formale ma l'incontro fra due persone che desideravano vedersi da tempo. Non sono stati cancellati secoli di difficoltà ma, forti dell'esperienza quotidiana di comunione delle due piccole comunità cristiane presenti in Turchia che spesso condividono le Chiese, le funzioni ed anche i disagi, si sono poste le basi per una nuova visione dell'unità: non soltanto la ricerca di “errori e colpe”, entrambi sanno che la verità sarà il fondamento dell'unità, ma l'impegno di rinforzare ciò che unisce, consapevoli che, come ha detto il Papa “la missione della Chiesa non consiste nel difendere poteri, né ottenere ricchezze ma di annunciare il Vangelo fino ai confini della terra, cioè trasmettere ai popoli una buona novella che non è solo una Parola ma una Persona che cambia la vita”. La distanza fra Cattolici ed Ortodossi è minima, vi sono in comune i primi secoli della Chiesa, recitano lo stesso Credo deciso al Concilio di Nicea nel 325 d.C., mantengono tante tradizioni similari. L'abbraccio fra Benedetto XVI e Bartolomeo I, il saluto insieme, vanno in questa direzione: il dono della fede comune è così grande e così fondamentale per la vita di ogni uomo che non può essere svilito né strumentalizzato da nessuno.
Anche il mondo islamico ha percepito questo spirito di forte ricerca dell'unione fra i cristiani e del desiderio di cercare il dialogo fra le diverse religioni. I giornali turchi ed arabi hanno sottolineato la capacità del Pontefice di chiarire che non è nella natura cristiana la ricerca dello scontro e che tale atteggiamento non è vantaggioso per nessuno sia dal punto di vista della ragione che di quello teologico. I quattro giorni del Papa in Turchia devono essere letti come un grande segnale di speranza ed un'indicazione del cammino all'inizio di questo nuovo millennio. |