A Modena il giorno di Sant'Antonio Abate appare come festivo: c'è una fiera millenaria, quasi contemporanea a quella del Patrono San Geminiano. Eppure il nostro mondo, staccato dall'agricoltura e immerso nella tecnologia, fa fatica a comprendere il significato di questa festa.
La festa di Sant'Antonio ci invita a pensare al rispetto per gli animali e, più in generale, per tutto il creato. "Creato": è proprio questo il termine che usa la dottrina quando parla dell'ambiente naturale. Il quale così appare in tutto il suo valore: è un dono di Dio, che richiede la responsabilità dell'uomo.
La forma più alta di "ecologia" si raggiunge quando l'uomo si avvicina a Dio, e di conseguenza può ritrovare l'armonia con tutto ciò che Dio ha creato.
È questo il motivo profondo per cui Sant'Antonio Abate è considerato il patrono degli animali. Lui si è dedicato all'ascesi, cioè al combattimento spirituale per ricercare unicamente Dio, e gli animali compaiono in numerosi episodi della sua vita. In negativo, quando il demonio assume forme bestiali per spaventarlo o distoglierlo; ma soprattutto in positivo, per testimoniare che quanto più l'uomo si avvicina a Dio, tanto più vive in armonia con tutte le altre creature. |