La vita


Insigne padre del monachesimo, nacque circa nell'anno 250. Dopo la morte dei genitori distribuì i suoi averi ai poveri, si ritirò nel deserto e lì cominciò la sua vita di penitente. Ebbe molti discepoli e molto lavorò per la Chiesa, sostenendo i martiri nella persecuzione di Diocleziano e aiutando sant'Atanasio nella lotta contro gli Ariani. Morì nell'anno 356.



Iconografia

Perché solitamente nelle immagini di Sant'Antonio Abate è presente un maiale?
Perché nel Medioevo i monaci del Nord Europa introdussero l'uso di allevare in ogni comunità uno o più maiali che, distinti da un campanello al collo, potevano pascolare e mangiare a casa di tutti; le loro carni venivano poi distribuite ai poveri.


 



Sant'Antonio Abate e l'amore per il creato


A Modena il giorno di Sant'Antonio Abate appare come festivo: c'è una fiera millenaria, quasi contemporanea a quella del Patrono San Geminiano. Eppure il nostro mondo, staccato dall'agricoltura e immerso nella tecnologia, fa fatica a comprendere il significato di questa festa.

La festa di Sant'Antonio ci invita a pensare al rispetto per gli animali e, più in generale, per tutto il creato. "Creato": è proprio questo il termine che usa la dottrina quando parla dell'ambiente naturale. Il quale così appare in tutto il suo valore: è un dono di Dio, che richiede la responsabilità dell'uomo.
La forma più alta di "ecologia" si raggiunge quando l'uomo si avvicina a Dio, e di conseguenza può ritrovare l'armonia con tutto ciò che Dio ha creato.

È questo il motivo profondo per cui Sant'Antonio Abate è considerato il patrono degli animali. Lui si è dedicato all'ascesi, cioè al combattimento spirituale per ricercare unicamente Dio, e gli animali compaiono in numerosi episodi della sua vita. In negativo, quando il demonio assume forme bestiali per spaventarlo o distoglierlo; ma soprattutto in positivo, per testimoniare che quanto più l'uomo si avvicina a Dio, tanto più vive in armonia con tutte le altre creature.