Quello che gli altri non dicono



Tutti parlano di pace, dicendo tante cose giuste:

Pace = no alla guerra

Pace = no alle armi nucleari

Pace = no alla fame nel mondo

Pace = no alla discriminazione della donna

Pace = no alla distruzione dell'ambiente

e così via.

Su queste idee siamo tutti d'accordo (almeno a parole); e pure il Papa le riafferma con molta chiarezza nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace.

Ma per fortuna, il Papa dice anche quello che gli altri non dicono. E cioè che il grande edificio della pace ha una colonna portante: il valore della persona umana. La pace non può essere solo un elenco di “no” alle ingiustizie, ma dev'essere prima di tutto un “sì” alla dignità dell'uomo.

La dignità dell'uomo la vedono tutti; ma solo chi crede in un Dio creatore può vederla in tutta la sua grandezza e considerarla assoluta ed inviolabile.





Dal Messaggio del Papa per la

Giornata Mondiale della Pace


“All'inizio del nuovo anno, vorrei far giungere ai Governanti e ai Responsabili delle Nazioni, come anche a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, il mio augurio di pace. Ho voluto che in occasione della Giornata Mondiale della Pace la comune attenzione si concentrasse sul tema: Persona umana, cuore della pace. Sono infatti convinto che rispettando la persona si promuove la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo integrale

 

Benedetto XVI

 

“Umanesimo integrale”, un passaggio decisivo

di Alessandro Bortolamasi

Cosa intende il Papa quando parla di “umanesimo integrale”?

L'umanesimo è l'insieme degli sforzi per promuovere l'importanza della persona umana. Non è un concetto religioso, ma razionale; quindi può essere condiviso da tutti, perché ogni uomo, credente o no, è dotato di ragione. Sull'umanesimo, almeno in teoria, possono essere tutti d'accordo.

Il passaggio decisivo proposto dal Papa è l'idea di umanesimo “integrale”.
“Integrale”, cioè completo: nel senso che la persona umana va difesa e rispettata tutta, nella sua completezza.
L'uomo non può essere considerato solo nei suoi bisogni materiali, come consumatore di beni o produttore di lavoro, come costo o risorsa per un sistema economico, come vantaggio o peso per una società.

Scrive il Papa: “Uno sviluppo che si limitasse all'aspetto tecnico-economico, trascurando la dimensione morale-religiosa, non sarebbe uno sviluppo umano integrale e finirebbe, in quanto unilaterale, per incentivare le capacità distruttive dell'uomo” .

 

In altre parole, la persona umana ci sta stretta in un diagramma, perché non ha solo dimensioni materiali, ma ha una dimensione spirituale che non può essere ignorata. La parola “spirituale” non deve farci pensare solo alla religione: appartengono alla dimensione spirituale (cioè “non materiale”) anche il pensiero, la libertà di espressione, l'etica e la morale, la ricerca della felicità, la filosofia, l'arte, la politica… Tutto questo è comune patrimonio di ogni uomo, anche di chi non crede in Dio.

 

È singolare che sia un capo religioso, il Papa, a fare questo discorso razionale per difendere la dignità e la libertà di tutti gli uomini, non solo dei credenti. Più che un messaggio religioso, sembra un ragionamento filosofico. Dunque Joseph Ratzinger si presenta solo come un filosofo? Non è prima di tutto il capo della Chiesa Cattolica? Cosa c'entra la fede in questo suo discorso?

 

Ma la fede sta proprio alla base! Il Papa può vedere il grande valore dell'uomo proprio perché sa che l'uomo è stato creato da Dio, a sua immagine e somiglianza. Tutto il resto viene da qui.
Scrive: “Il dovere del rispetto per la dignità di ogni essere umano, nella cui natura si rispecchia l'immagine del Creatore, comporta come conseguenza che della persona non si possa disporre a piacimento”.

I diritti umani non vengono da una carta o da una convenzione, ma derivano da un fondamento assoluto: la dignità che Dio ha dato all'uomo. Questo principio non è negoziabile, ed è ciò che dà forza alla denuncia inflessibile del Papa: “Chi gode di maggiore potere politico, tecnologico, economico, non può avvalersene per violare i diritti degli altri meno fortunati” .