Quaranta giorni nel deserto

I Vangeli parlano di un tempo di solitudine di Gesù nel deserto, dopo che ebbe ricevuto il battesimo da Giovanni.

Sospinto dallo Spirito nel deserto, Gesù vi rimase quaranta giorni digiunando; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.

I quaranta giorni richiamano i quarant'anni passati nel deserto dal popolo d'Israele al tempo dell'Esodo. Ma mentre Israele provocò Dio molte volte, Gesù si rivela obbediente in tutto alla volontà divina, respingendo le tre tentazioni di Satana.

La Chiesa ogni anno si unisce al mistero di Gesù nel deserto con i 40 giorni della Quaresima. È un tempo particolarmente favorevole per rivedere la propria vita alla luce della Parola di Dio, accostarsi ai Sacramenti e convertirsi, cioè cambiare vita.

 

(Vedi Catechismo della Chiesa Cattolica ai punti 538-540, 1438)




I colori della Quaresima

Per capire meglio questo tempo forte dell'anno liturgico
Clicca qui


 



Il giovane re


Molta gente sulla riva del Giordano; altri scendono lungo i sentieri, a piedi o a dorso d'asino. C'è una voce che grida: è un giovane uomo che se ne sta in piedi nel fiume a pochi passi dalla sponda, immerso nell'acqua fino ai fianchi.

È quella voce che attira la gente; forte come una tempesta e chiara come il sole del deserto. Decine di persone vanno vicino, qualcuno spinge, molti piangono confessando le loro miserie. L'uomo, Giovanni, li battezza immergendoli nel fiume; e quando riemergono dall'acqua, è come se nascessero un'altra volta, per vivere una vita nuova. Lacrime di gioia.

Giovanni alza lo sguardo, e solo allora la sua voce tace, d'un tratto. I suoi occhi, benché bruciati dal sole, riconoscono un uomo che scende il sentiero. Ecco l'uomo, ecco colui che doveva venire nel mondo.

La folla non capisce come mai il Battista si è fermato, e inizia a guardare dove guarda lui, verso quell'uomo che viene incontro. È un bel giovane dal passo deciso; le sue vesti sono semplici, eppure ha qualcosa di regale, che non si può descrivere: si può solo ammirare in silenzio e fargli spazio, ora che passa vicino ed entra nel fiume. Giovanni è commosso e confuso; sembra che voglia inginocchiarsi, ma lui lo trattiene: vuole essere battezzato come gli altri uomini.

La gente osserva stupita quell'uomo, quel giovane re che si fa battezzare da Giovanni e riemerge dalle acque del Giordano. E in quel momento accadono dei segni: dal cielo scende una colomba, c'è una folata di vento, una luce strana; e si sente un rumore forte che sembra un tuono, ma non è un tuono, perché si capiscono delle parole: “Questo è il mio figlio prediletto, in cui mi sono compiaciuto!”. E la colomba si ferma su di lui.

C'è paura, tutti si chiedono cos'è stato. Alcuni dicono “Il tuono”, altri “Il Signore ha parlato!”. Qualcuno si allontana, molti cadono in ginocchio gridando: “È il Messia, è il Figlio di Dio!”.

Il giovane re si volta e cammina vigorosamente verso la riva; i suoi passi nell'acqua sollevano spruzzi che brillano nel sole. Sorride alla gente, a quelle donne e a quegli uomini che ora sarebbero pronti a riconoscerlo come re, a seguirlo, a vivere e a morire per lui.

Sorride, ma non dice nulla. Il suo regno non è di questo mondo, e le sue vie non sono le loro vie. Si allontana deciso sul suo sentiero in salita, e scompare alla vista degli uomini.

Quando si ferma, il sole ha già seccato da tempo la sua veste e i suoi capelli. Attorno a lui soltanto rocce, sabbia e cielo: il deserto.

Restare a lungo nel deserto, questa è la prima cosa che vuole fare. Anche il suo popolo, molte generazioni prima, lo aveva fatto, per purificarsi dai suoi peccati e imparare a fidarsi davvero di Dio. I padri erano rimasti nel deserto quarant'anni; e così il figlio starà quaranta giorni, per prepararsi a compiere fino in fondo la volontà del Padre.

Ora il suo sguardo abbraccia i monti lontani, fino all'orizzonte; ed è come se si spingesse avanti nel tempo, quando saranno passate molte e molte generazioni.

Quanti uomini che verranno avranno il coraggio di attraversare il loro deserto? Smettere di parlare (quante parole inutili!), smettere di affannarsi (quante cose che non sono la cosa più importante!) e finalmente ascoltare e osservare.

Guardare il cielo e pensare a Dio. Sentire il silenzio e capire qualcosa di sé. Pentirsi del male e iniziare una vita nuova!

Quaranta giorni, quaranta giorni nel deserto.
Il giovane re stava con le fiere selvatiche, e gli angeli lo servivano.

 

Alessandro Bortolamasi