"Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: 
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,
nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua gente?" (Is. 58,6-7)
Questo messaggio di Isaia risuona più attuale che mai nel nostro tempo in cui ci vengono proposti modelli di comportamento che impongono decisioni su tutto e su tutti, sulla vita e sulla morte, privilegiando l'utile personale e il benessere e trascurando il debole e l'indifeso.
Isaia ci invita a riflettere sulla nostra fede.
La Quaresima , tempo di preparazione, di attesa, di penitenza e di conversione del cuore, non ci chiede di fare penitenza semplicemente per mettere in pace la nostra coscienza. Ci chiede invece una prova: quella di rimetterci in discussione, di interrogarci sulla nostra fede. Ci chiede di essere testimoni di Cristo, secondo lo spirito del Vangelo, attraverso la carità condivisa con i nostri fratelli.
Walter
Parrocchia dello Spirito Santo in Su Planu, Selargius (Cagliari) |