Dice il Parroco


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Crimini a sfondo razzista?

Una visione semplicistica; guardiamo la realtà dei fatti

Un ragazzo ucciso a Milano per un pacchetto di biscotti ed un giovane ghanese pestato a Parma dai Vigili Urbani (fatto quest'ultimo tutto da verificare). Sei Africani uccisi dalla camorra in Campania.

Molta informazione ha insistito su “crimini a sfondo razzista”.

Attenti alle parole grosse: ci vuole il coraggio dei discorsi “politicamente scorretti”, soprattutto da parte di un prete che secondo una “vulgata comune” deve stare sempre dalla parte dei più deboli, “come faceva Gesù”.

Il prete - come ha fatto il Suo Signore e come dice il Papa - deve stare dalla parte della Verità, essendo questo il modo più autentico di accogliere non solo i deboli, ma tutti.

È vero che il barista che ha ucciso il giovane ha sbagliato avendo usato una difesa “fai da te” sproporzionata all'offesa. Per questo va condannato.

Ma è altrettanto vero che quel giovane era partito per rubare e che lo aveva fatto più volte e non perché nero, ma perché è di moda tra i “bulletti del quartiere” fare così. Così come anche negli altri casi un qualche aggancio alla spaccio di droga poteva esserci. Questi crimini non c'entrano col colore della pelle. Per essi vengono ricercati allo stesso modo anche i bianchi.

Liquidare questi tragici episodi con la categoria del razzismo è semplicistico. Il ragazzo dei biscotti non era un innocente ma un “delinquentello” come ce ne sono tanti, che restano impuniti, perché le forze dell'ordine non possono farci niente. Mi ha dato fastidio farlo passare per buono bravo ed innocente. Se diciamo che non si deve sparare né farsi giustizia da soli, non possiamo però far cadere la colpevolezza solo su chi si difende. Certo ci sono, in questo caso, colpevolezze diverse. Gravissima quella di chi ha ucciso, ma non si può giustificare come una “ragazzata” il secondo comportamento.

 

Don Giorgio Bellei

 

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