Dice il Parroco


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La festa non serve per “stare tutti insieme”

La festa celebra un evento, un fatto accaduto, che e’ importante per noi

Se chiedi ai giovani che “festeggiano” ( e lo fanno sempre) , il perché del loro ascoltar musica , mangiare e ballare, i più ti rispondono che tutto ciò serve  “per stare insieme”, per riempire un vuoto.
Ma il vuoto non viene riempito perché solo un fatto che è accaduto e che ti ha cambiato la vita, ti rende pieno di gioia.

L’uomo ha bisogno di “feste” e per questo le moltiplica. D’estate ci sono feste sulla spiaggia  continuamente e  nei paesi ci sono le “sagre” più svariate da quella della porchetta alla festa del cane bastardino.
Ma né la porchetta né il bastardino più affettuoso, sono un evento e tutto si risolve nella solita musica, birra e grande abbuffata.

Tra queste “sagre” ci sono anche quelle religiose e la gente ci va, perché anche lì c’è musica, gnocco fritto, fuochi artificiali e di sera un po’ di fresco.
Le nostre feste rischiano di essere solo così, anche se in qualche momento spunta una messa con le immancabili chitarre, una madonna  ed un coretto  che canta  delle canzoni “giovani” che nessuno conosce. Ma il ragionamento preconcetto del clero è che se ci sono le chitarre la messa è moderna e tutti la potranno capire.

Anche nel nostro manifesto, si parla di bar, musica pesca e lotteria e se qualcuno dice che questi elementi sono irrinunciabili, perché danno un certo guadagno, io non gli darò torto.
Ricordo però che l’uomo è anche corpo e socialità, per cui anche questi aspetti sono importanti.

Resterebbero però vuoti se non si avvertisse immediatamente che al centro della festa  c’è un fatto che non è di questo mondo, per quanto sia stato importante.  Al centro c’è l’opera di Dio che con quell’evento ci rigenera ci fa diventare suoi figli e suoi eredi.
Il fatto che noi celebriamo il 31 maggio e’ il dono dello Spirito Santo.  Un amico che ci consola e che abita nei nostri cuori.

 

Don Giorgio Bellei

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