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Le nuove vetrate della chiesa

 

Le nuove vetrate parlano dell'azione dello Spirito Santo attraverso le sei grandi finestre tre dietro l'altare e tre dalla parte dell'organo.
Quelle sopra l'altare si riferiscono al Nuovo Testamento, mentre quelle sopra il confessionale, (che si faranno solo se ci saranno gli offerenti in quanto non è possibile fare debiti) si riferiranno invece all'Antico.

Partendo dal Battistero troviamo raffigurata l'opera dello Spirito Santo sul Messia (battesimo di Gesù). Sugli Apostoli e Maria SS. (Pentecoste) e sulla Chiesa.
Il Papa è al centro con i Vescovi tra cui un orientale, il clero e il popolo. La chiesa è raffigurata nella sua universalità fatta di oriente ed occidente. La basilica di S. Sofia con le due date delle sue profanazioni (irrimediabile l'ultima da parte dell'Islam), ricorda i 1054 anni di unità della Chiesa ed è una preghiera per la sua ricomposizione. Tra i vescovi è effigiato anche Mons Lefebvre autore dello scisma dei tradizionalisti, ma morto in comunione con Roma perché Giovanni Paolo II lo assolse. Senza di lui non saremmo stati incitati a ridare valore alla tradizione che non è il latino soltanto ma la dottrina sul sacerdozio e sul valore sacrificale della Messa. Non scriverei queste parole, se il Papa, che ha tolto la scomunica e liberalizzato l'antico rito, non camminasse Lui per primo per questa strada. La storia attuale della Chiesa è fatta anche da questi avvenimenti. Davanti al nostro sguardo avremo così Gesù, la Madonna e il Papa secondo la più cattolica delle visioni.

Partendo dall'organo vedremo lo Spirito Santo all'opera nella Creazione; Che parla per mezzo dei profeti; (il profeta Elia portato in Cielo su un carro di fuoco, II libro dei Re cap. 2) E che dona la vita. (la risurrezione dei morti secondo la visione di Ezechiele al capitolo 37)

Inoltre abbiamo il Rosone, le sei finestre ad asola dietro l'ambone e le dieci piccole finestre basse.
Il Rosone ospita le figure dei 4 Evangelisti. Particolare la raffigurazione di S. Giovanni che oltre all'aquila ha nella mano un calice con un serpente. Secondo la “legenda aurea” testo medioevale della vita dei santi, l'evangelista giunto ad Efeso'ove sorgeva il grande tempio di Artemide Efesina, fu affrontato dal sacerdote Demetrio che temeva l'avvento del Cristianesimo e che gli impose o di sacrificare alla dea o di bere da un calice avvelenato. Giovanni con il segno di croce infranse il calice da cui uscì un serpente simbolo del veleno.

Le sei finestre allungate ad asola raffigureranno invece i tre Arcangeli Raffaele, Michele e Gabriele nello svolgimento della loro missione. Raffaele, quella di accompagnatore, Michele quella di difensore dal demonio, Gabriele quella di annunciatore. In basso ci sarà un'allegoria cioè una rappresentazione simbolica per ricordare l'anno sacerdotale (2009 – 2010) ed anche il Motu Proprio Summorum Pontificum del 7 luglio 2007, con cui veniva riproposto dal Papa il valore dell'antico rito della Messa.
Le figure rappresenteranno i fedeli che partecipano alla Messa, l'adorazione eucaristica con un grande ostensorio ed un sacerdote che avrà il volto di Mons. Costantino Bortolotti ed un prete pronto per la celebrazione, con il volto di D. Gianni Michelini, primo parroco.

Si sono voluti così ricordare i sacerdoti che assieme all'attuale parroco, hanno “fondato” la Parrocchia dello Spirito Santo.
Nelle piccole finestre basse saranno raffigurati i sette sacramenti nei quali lo Spirito Santo rende presente Cristo ed alcuni simboli dello stesso Spirito.
Questo progetto, tranne che nella parte dell'anno sacerdotale, fu pensato durante la costruzione delle Chiesa e realizzato solo ora perché due benefattori (i loro nomi, come anche quelli di tutti gli altri, sono scritti sui vetri) sono partiti offrendo l'uno un'intera vetrata, l'altro due terzi di una finestra più grande. Dopo aver visto le finestre in opera tanti altri si sono fatti spontaneamente avanti e col denaro raccolto è stato possibile eseguire l'opera fino al punto in cui siamo, comprese le sei finestre ad asola (tutto dunque fino qui è stato pagato con la cifra di 1300,00 € per vetro e di 900,00 € per spicchio del rosone).
Adesso il lavoro si fermerà e proseguirà solo quando ci sarà la certezza di avere il denaro.

Un'osservazione conclusiva.
Le vetrate, con colori a fuoco e legate a piombo dureranno per secoli e arricchiranno il patrimonio artistico della nostra città. Forse proprio per questa loro bellezza e quasi perennità hanno trovato un immediato consenso da offerenti, due dei quali non parrocchiani, ma frequentanti la nostra Chiesa e nel breve tempo di tre mesi.

Il parroco non avrebbe osato proporle, cosciente come è che ci sono interventi più urgenti come la copertura a catrame della palestra che essendo del 1983 fa acqua e l'intonaco ormai rovinato della stessa. Oltre a ciò esiste un forte indebitamento della Parrocchia con la cassa diocesana di Curia.
Chi offre è libero di indirizzare la sua offerta come vuole e ci si è trovati davanti all'alternativa di prendere o lasciare. Ho motivo di temere che il denaro finalizzato alle vetrate non arrivi per gli altri fini ormai improrogabili, ma gli offerenti desideravano le vetrate.
E' tuttavia oggettivamente vero che l'opera che completa la nostra Chiesa non è inutile, anzi è preziosa. Il bello fa sempre del bene e se così non avessero pensato i nostri avi, non avremmo in Italia il patrimonio artistico delle nostre Chiese che attira tanto turismo e crea posti di lavoro. Non hanno senso dunque osservazioni, (che non ci sono state) sull'opportunità dell'opera, così come ha ancora minor senso la perplessità di fronte ai nomi degli offerenti e ai volti raffigurati.

Per la maggior parte si tratta di persone defunte che gli offerenti hanno voluto ricordare. Non va poi dimenticato che è un classico nelle opere d'arte raffigurare il committente o altra persona legata alla storia e alla costruzione dell'edificio. La storia è fatta di avvenimenti, date nomi e volti ben precisi ed anche attraverso le opere pittoriche o scultoree è possibile ricostruirla.

 

Don Giorgio Bellei

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