L'arcivescovo ormai emerito Benito Cocchi



Fu nominato arcivescovo di Modena Nonatola
il 12 Aprile del 1996 ed entrò in Diocesi, proveniente da Parma, poco dopo. Ha consacrato la nostra nuova Chiesa parrocchiale il 27 ottobre 1996 , la prima da lui consacrata,e più volte è venuto nella nostra parrocchia.

Al compimento del 75° anno ha rassegnato prontamente le dimissioni, dando in questo un ottimo esempio che altri , me compreso dovrebbero seguire.

Mercoledì 27 gennaio alle ore 12, quando (in contemporanea con Cesena), ha dato l'annuncio del suo successore si è rivolto al clero dicendo “ la vostra Diocesi ” .Si è tirato fuori in punta di piedi ed educatamente, come sempre si è comportato, anche quando doveva richiamare qualcuno, me compreso.

Mi ha fatto male quel “la vostra diocesi”. E' ancora sua ,anche se non più in prima persona. Egli continuerà ad essere intercessore per tutti noi con la preghiera. Questo è il Vescovo, sacramento di Cristo Sacerdote.Tornerà a Bologna tra quel clero che lo ha accolto ragazzo e lo ha formato portandolo fino a diventare successore degli Apostoli. Avrebbe avuto il diritto di restare tra noi. Ha preferito così; Egli è un vescovo che ha vissuto in punta di piedi, schivo di ogni clamore.

Mentre scrivo , io che con i miei Vescovi ,anche con lui,sono spesso stato sgarbato, ricevendo però in cambio sempre stima e comprensione sto piangendo e pensando alla vera povertà del prete. Quando hai finito, sembra che tu non serva più e non sia più nessuno.Domani 29 gennaio alle ore 9 8 preti si riuniranno per eleggere l'amministratore diocesano cioè un sacerdote che fino all'ingresso del nuovo arcivescovo reggerà la Diocesi.

Non è vero che non sei più nessuno alla luce della fede, perché la Chiesa non è questione di potere ma di servizio e poi “ quando avrete fatto tutto quello che dovevate fare , non aspettatevi riconoscimenti sulla terra. Siete servi inutili e sarete pagati in cielo”.

Non è vero che non sei più nessuno, ma ci vuole fede e questa vita giocata solo sulla fede è la vera ricchezza del prete ma anche la sua estrema povertà.

Il prete ed anche il Vescovo, intesse nella sua vita rapporti con tantissime persone, ha anche degli amici,ma non deve mai dimenticare che solo sul Signore Gesù può contare veramente. Conviene dunque che sacrifichi qualche rapporto umano pur di non perdere nella preghiera continua, quello col suo Signore.

Il Vescovo porta l'anello perché è sposo della Chiesa. Della Chiesa universale, ma soprattutto della sua . Secondo la tradizione più antica il Vescovo non cambiava mai sede, perché la sua Chiesa l'aveva sposata. La storia è stata testimone, di tanti trasferimenti, ma questa norma dei 75 anni,quasi che ad una età precisa si debba interrompere un matrimonio, paga il tributo alla mentalità giovanilista ed efficentista che caratterizzò gli anni del Vaticano II ed alla quale Paolo VI, che fu per altro un combattente strenuo per la verità cattolica, non seppe tener fronte.

Grazie mons Benito per la sua permanenza tra noi. Ricordi che il titolo di Arcivescovo emerito di Modena - Nonantola se lo porta dietro. Io e tanti come me , passeremo spesso da Bologna.


 

Il nuovo Arcivescovo Metropolita di
Modena Nonantola

 

Ecco lo stemma del Nuovo Arcivescovo., con le “aggiunte modenesi” che sono il Pallio, cioè la striscia di lana bianca circolare che l'Arcivescovo porta sulle spalle, per simboleggiare la pecorella smarrita portata sulle spalle da Gesù Buon Pastore  (il pallio simboleggia anche unione con il  Papa). La croce ha due bracci. Il più piccolo in alto allude al “titulum Crucis” cioè al cartello con la motivazione della condanna che recitava INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudeorum).

I fiocchi del galero , cioè del cappello ecclesiastico sono diventati 10 per parte, come prevede la dignità arcivescovile.

Il colore azzurro simboleggia la terra  (land) e l'oro la libertà: Terra comprata affrancata. Sono i simboli araldici della famiglia Lanfranchi venuta in Italia dalla Franconia nel 1600.

ACCOGLIAMO IL NUOVO ARCIVESCOVO  DOMENICA 14 MARZO ALLE ORE 15,30 IN CORSO DUOMO.

IL CORTEO USCIRA' DALLA CHIESA DEL VOTO E RAGGIUNGERA' L'EPISCOPIO PER POI RIDISCENDERE IN CATTEDRALE PER LA MESSA ALLE ORE 16

1000 POSTI A SEDERE E AL COPERTO SARANO ALLESTITI IN PIAZZA GRANDE . DA TELESCHERMI SI POTRA' ASSISTERE ALLA CERIMONIA.


MONS. ANTONIO LANFRANCHI già vescovo di Cesena Sarsina, nato in provincia di Piacenza a Grondone di Ferriere (alta Val Nure) il 17 maggio 1946. Proveniente dal clero di quella Diocesi (suffraganea della nostra Metropolia) e di cui fu Vicario Generale.Ha compiuto gli studi a Piacenza (collegio Alberoni). E' stato ordinato sacerdote a Piacenza il 4 nov.1971 ,ha poi proseguito gli studia Roma nelle università pontificie Gregoriana e Salesiana.

Tra i suoi vari incarichi ha svolto a Piacenza quello di assistente dei giovani dell'Azione Cattolica di cui poi è stato assistente centrale dall'88 al 1996. E' stato anche insegnate a Piacenza.

Nel 1996 è stato nominato vicario generale della sua diocesi e il 3 dicembre 2003 fu eletto vescovo di Cesena - Sarsina.

Ricevette l'ordinazione episcopale a Piacenza l'11 genn. 2004.

Questi i tratti essenziale della sua storia passata. Quella futura la vivrà con noi a Modena e gli auguriamo sia feconda e che possa ridar vita al Seminario come ha fatto a Cesena.
E' giusto e doveroso pregare per lui da subito . Diciamo una preghiera per lui ogni giorno e raccomandiamolo alla Madonna e a S.Geminiano.

Uomo di profonda spiritualità è molto capace con i giovani .
Il motto episcopale recita: “Christi simus, non nostri”. Il congiuntivo esortativo significa: “Dobbiamo appartenere a Cristo, non a noi stessi”

Da subito esprimeremo la nostra comunione con Lui, nominandolo nella preghiera eucaristica in questo modo: “ Il nostro Vescovo Antonio ed il Vescovo emerito Benito .” Quest'ultimo dovrà essere menzionato fino a che perdurerà la sua presenza a Modena.

Mons. Benito Cocchi conserverà il titolo di Arcivescovo Emerito di Modena Nonantola , essendo questa l'ultima carica da Lui ricoperta.
Qualora mons. Cocchi, dovesse in seguito fare visita alla nostra parrocchia, il suo nome sarà menzionato nel Canone con le modalità sopraddette.

Don Giorgio Bellei

torna alla home page