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La pedofilia: un regalo del '68

 

IL SESSANTOTTO: COSA C'ENTRA CON LA PEDOFILIA.

Partiamo da un dato di fatto: I casi di pedofilia nella Chiesa, seppur molto meno di quel che si vorrebbe far credere, (lo 0,03% del clero) risalgono per lo più agli anni sessanta e settanta. Questi avvenimenti terribili si iscrivono in un aumento generalizzato degli abusi sessuali contro i minori che a partire da quegli anni interessa tutta la società, famiglia, single, laici e preti, nessuna categoria esclusa. Basti pensare che ogni giorno nascono nuovi siti internet pedopornografici o ai milioni di occidentali che praticano il turismo sessuale.

Questa oggettiva e banale constatazione dovrebbe farci chiedere: perché?

La risposta è obbligata , come scrive oggi (20.04) l'Osservatore Romano a pag. 4. “La restaurazione dell'intelligenza” -non è stato trovato fino ad ora il modo per rendere gli uomini diversi da quello che sono:orgogliosi, avidi, lussuriosi, collerici, sempre peccatori. E non è attraverso un esame psicologico o medico previo, che vi si riuscirà. Solo la Grazia può guarire, ma occorre crederci e chiederla.

Tuttavia la risposta va cercata anche nella mentalità indotta dalla Rivoluzione Sessuale che negli anni sessanta ebbe la sua incubazione e che portò poi al 68 e a tutto quello che ne seguì. Furono sovvertiti i rapporti economici, sociali, ma soprattutto la famiglia.

Qui per brevità e per documentare quanto affermo sopra, mi limiterò a citare alcuni libri di quegli anni che propugnarono tali idee.

•  “La cultura degli Hippies” ed. Laterza 1969: vi si leggono articoli così intitolati: in difesa dell'oscenità; sei professori in cerca di osceno; Applauso per l'orgia ; insomma inni alla pornografia alla omofilia, ai rapporti sessuali aperti, perfino all'incesto tra genitori e figli.

•  “Il Corriere della sera” del 22.1.2010 parla dell'educazione sessuale nelle scuole e di esperti che in una scuola italiana hanno spiegato ai minori “cosa avviene quando la coppia è atipica ed entrano in gioco gli animali.

•  “Libero” 4.11. 2005 parla di libretti in uso nelle scuole spagnole a partire dagli 11 anni che invitano a masturbarsi e ad avere rapporti omosessuali o lesbici in nome dell'idea che “normalità è scambiare amore e relazioni intime con qualunque persona a qualunque età dell'altro sesso o del proprio.

•  Il libro “Pedofilia, non chiamatela amore” di M.Picozzi e M.Maggi ed Guerini 2003 riferisce di un manifesto in difesa della pedofilia, pubblicato in Francia sul quotidiano “Liberation” da parte di alcuni intellettuali di sinistra tra cui Sartre, Simon de Beauvoir e Michel Foucault, e descrive i toccamenti con bambini, per liberarli dai tabù, fatti da Daniel Cohn Bendit a quei tempi leader studentesco, oggi europarlamentare, avvenuti in un “asilo alternativo”.

•  La scrittrice femminista Sulamith Firestone nel suo “La dialettica dei sessi” 1970 propone una “sessualità liberata” e dice che si deve far sì che tutti i rapporti, anche quelli tra genitori e figli, adulti e piccini, includano anche la fisicità

•  Paul Berman nel suo “Sessantotto” ed. Einaudi racconta di attivisti del nascente movimento gay che inneggiano a sperimentazioni nei parchi o a scuola, di sesso tra giovanissimi e adulti.

•  Non mi soffermo su “ La Rivoluzione Sessuale di Wilhem Reich stampato in Italia da Feltrinelli 1963 (ancora facilmente reperibile in libreria) , perché su questi temi sessantottardi è un classico.

 

Dunque ecco le fonti che giustificano il titolo dato da Francesco Agnoli sul” Foglio Quotidiano” del 17 .04 ad un suo articolo che suona: “La pedofilia è un regalo del 68” e da cui ho abbondantemente attinto.

 

Don Giorgio Bellei

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