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Marzo
2010
FILM RECENSITI; Alice in wonderland Shutter Island Genitori e figli Invictus Crazy Heart |
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Alice in
wonderland Alice Kingsley (Mia Wasikowska) è un
ragazza dell’altà società sognatrice e anticonvezionale, che non ama formalità ed imposizioni,
cosi dopo aver perduto l’amato padre si ritrova costretta ad una pubblica proposta
di matrimonio, l’rritante promesso
sposo sarà la goccia che fa traboccare il vaso e Alice fuggirà dalla sua vita
che non riesce a controllare, rifugiandosi in un mondo fantastico, non privo
di pericoli. Seguendo un coniglio all’interno di una profondissima tana, Alice si
ritroverà in un mondo folle e colmo di bizzarri personaggi e
magiche creature, che viste le fattezze sembrano partoriti da uno dei suoi
sogni, ma ben presto la ragazza capirà che il mondo in cui i trova non solo è
reale, ma anche alquanto familiare. Infatti il Cappellaio matto (Johnny Deep) e una schiera di ribelli vorrebbero che Alice torni
a confrontarsi come un tempo con la perfida Regina rossa,
spodestandola dal trono che ha usurpato alla sorella, l’algida Regina bianca,
riportando la pace e la serenità nel Paese delle meraviglie. Tematiche:
rapporto
genitori-figli, matrimonio, amore, adolescenza, sogni Giudizio:
unico Tim
Burton che, a mio avviso, regala sempre nuove emozioni anche se si può uscire pensando che poteva renderlo un pò più "scanzonato" e meno tetro. Riesce sempre
a inserire anche momenti vivaci di comicità grazie anche all'aiuto dell'ormai
indiscusso Jhonny Depp. Shutter Island Attento
alla lezione dei maestri del noir (Lang e Tourneur), Scorsese ha cercato di trasformare un romanzo
di genere in un'opera personale: un artificio che è il pregio e il limite di Shutter Island. Maggiormente ambizioso e meno
fluido di The Departed,
è un lavoro di frontiera che lavora sui codici di genere infettandoli della
propria cifra autoriale. Osmosi non riuscita perché
il testo narrativo fa "resistenza". L'impianto visivo è bello, il
tappeto sonoro curatissimo, il montaggio "disordinato" come
l'universo mentale del film, Di Caprio magistrale. Scorsese non riesce però a
mantenere il controllo su un'architettura a strati, dai diversi livelli di
lettura. Il meccanismo è meno oleato del solito, come se il regista vi fosse
finito dentro. Rispetto al libro il film è meno accattivante ma più profondo.
Il punto di vista resta incollato alla prospettiva deformante del
protagonista, Teddy Daniels,
agente FBI spedito su un'isola per risolvere il caso di una pluriomicida
evasa da un manicomio penitenziario. Tutto gli appare sinistro: la natura,
gli edifici, il personale. L'indagine si complica, nessuno collabora, mentre
la mente di Daniels inizia a vacillare, puntellata
dal ricordo dei campi di concentramento nazisti, ossessionata dagli incubi
della moglie, uccisa anni prima da un uomo che ora potrebbe nascondersi
sull'isola. Tematiche: amore, amicizia, guerra, lavoro,
famiglia, colpa e redenzione Giudizio: genere thriller reso bene e un Di
Caprio apprezzato da tutti. Genitori
e figli Dopo
la co-sceneggiatura dell’introverso Io
& Marilyn per l’amico Pieraccioni, Giovanni Veronesi torna
alla regia con il manuale (inter)generazionale Genitori &
figli agitare bene prima dell'uso: il confronto tra adulti e
giovani filtra dallo sguardo non allineato della 14enne Nina, di
cui conosciamo i genitori separati - il padre "senza spina dorsale"
e la madre nevrotica, il fratellino razzista e la nonna maudit,
il suo primo amore e il suo professore d’italiano, con la moglie e un figlio
che vorrebbe partecipare al Grande Fratello. Il film si scaglia con qualche
incertezza e plurime incongruenze contro la famiglia allargata e in favore
del branco: Veronesi tifa per il legame di sangue, istintuale, “meccanico”
che tra genitori e figli non si sfilaccia mai del tutto, succeda quel che
succeda. Tematiche:
amore
adolescenziale, famiglie allargate, rapporto genitori-figli, sessualità
prematura Giudizio:
rappresentazionemolto banale ma putroppo,
forse, veritiera dell'adolescenza di oggi che prende tutto con troppa leggerezza
e superficialità. Veronesi si scaglia contro le famiglie allargate e questa è
forse l'unica motivazione per cui varrebbe la pena guardare questo film. Invictus Maggio
1994: Nelson Mandela (Morgan Freeman, perfetto) è stato appena eletto presidente.
Fine dell’apartheid, ma il Sudafrica rimane lacerato: convincere i
connazionali ad appoggiare la squadra di rugby, gli Springboks,
nella marcia ai Mondiali può essere la soluzione? Nonostante per i neri sia
ancora lo sport razzista dei bianchi e degli Afrikaners,
Mandela ci scommette. Guidati dal capitano François Pienaar
(Matt Damon), il 24 giugno 1995 gli Springboks
affrontano in finale gli All Blacks,
davanti ai 62mila spettatori dell’Ellis Park Stadium di Johannesburg. Tematiche:
storia,
sport, amore, amicizia Giudizio:
quanti
di noi conoscevano questa storia? Pochi, pochissimi, e qui sta il merito di
Eastwood, voluto dietro la macchina da presa da Freeman, quel Freeman che
Mandela aveva battezzato suo alter ego cinematografico già nel 1994. Film che
rende merito ad una storia insolita ma bella.
Crazy heart Un
bowling sperduto dove esibirsi, un motel da quattro soldi dove dormire. Tutto
pagato, ma tra i benefit manca il conto aperto del bar. Leggenda della country music sul viale del
tramonto, Bad Blake (un gigantesco Jeff Bridges,
giustamente candidato all’Oscar), 57 anni con 4-5 ex mogli sparse un po’
ovunque e un figlio abbandonato all’età di 4 anni, si sposta per il paese a
bordo dell’anziana, amata Bessy, con i jeans
sbottonati in vita e impugnando, ogni volta che può, la bottiglia del
whiskey. Sarà l’incontro con una giovane giornalista (Maggie
Gyllenhaal, nomination anche per lei), madre
single, a far battere nuovamente il suo “cuore matto”. Tematiche:
amore,
lavoro, vita di strada, famiglia Giudizio: l'esempio del protagonista non è certo dei migliori
ma le vie del Signore sono infinite e si spera sempre in un rientro di carregiata.
. Sara Cuoghi |