La pecora nera
Il manicomio visto da dentro. Dalle protettive mura che contengono i matti e anche di più: dalla prospettiva di un matto, inconsapevole si esserlo.
Celestini mette sul grande schermo (primo tentativo) uno dei suoi cavalli di battaglia teatrali, è “ La pecora nera” , storia di Nicola, che cresce tra le galline della nonna, con le cui uova la anziana si faceva benvolere da tutti, e che diventa familiare con il manicomio delle suore, istituto in cui sua madre stessa è ricoverata e in cui la donna muore.
Nicola è un bambino sensibile, facilmente influenzabile, abituato a stare con gli adulti e a fuggire, fantasticando, dalla stessa realtà materiale in cui è quotidianamente immerso. La pazzia, forse, inizia proprio così. Come un espediente, un fatto quotidiano. E Nicola finisce a vivere in manicomio…
Tematiche: amore, famiglia, pazzia, amicizia.
Giudizio: nelle opere teatrali è sicuramente un attore e regista sui generis che sa emozionare anche con alcune esagerazioni che caratterizzano ormai il mondo teatrale moderno. In questo tentativo cinematografico ha voluto iniziare con un argomento già di per sé forte che cattura l'attenzione di tutti senza grandi sforzi registici inserendo le sue solite particolarità toccanti.
Somewhere
Il famoso attore Johnny vive tra alcool, ragazze e fans a Hollywood. Prigioniero della sua stessa celebrità, Johnny ha perso il contatto con la realtà e le emozioni, ma poi, un giorno, nella sua vita ricompare l'11enne figlia Cleo e la sua vita cambierà.
Tematiche: amore, rapporto genitori-figli, celebrità, vita attuale, trasgressione
Giudizio: film drammatico nel raccontare la vita dissoluta che questo ragazzo vive fino al momento in cui prende parzialmente coscienza del suo compito e della sua condizione. Storia carina che però non rende giustizia al bravo e responsabile genitore.
Norwegian wood
Tokyo, fine anni '60, due ragazzi non ancora ventenni si ritrovano dopo il tragico suicidio dell'amico fraterno di uno e fidanzato da una vita dell'altra. Tra i due scoppia un legame indissolubile, segnato ovviamente da quel drammatico avvenimento che li unisce.
Tematiche: amore, amicizia, morte e vita
Giudizio: storia d'amore ed amicizia che tratta il tema della disperazione provocata da un suicidio senza considerare la necessità di trovare in Gesù la vera consolazione.
70 settanta
A Treviso, due amici entrambi avvocati di successo. Carlos è sposato con Lorena e padre di due bambine mentre Miguel è un inguaribile playboy sempre pronto a cacciarsi nei guai. Lorena accusa Carlos di tradirla, lo caccia di casa e lui chiede a Miguel di aiutarlo a riconquistare la moglie. I fatti sembrano procedere in questa direzione, ma in realtà é tutto diverso: Lorena e Miguel avevano una storia tra loro, e Carlos accetta di fingere di essere morto. La verità si rivela solo a poco a poco.
Tematiche: amicizia, amore, vita coniugale, tradimento.
Valutazione pastorale: C'è un valido obiettivo nell'intenzione di tornare a girare una storia di equivoci sentimentali in quella Treviso dove Pietro Germi ambientò nel 1965 l 'insuperato affresco di "Signore e Signori". Si dice infatti che uomini e donne nati dal 1970 in poi siano sempre più alle prese con problemi di coppia. Da autore del copione, Curreri ha immaginato una vicenda che parte da un presupposto tradimento e finisce in un altro accertato, utilizzando una serie di cerchi che si allargano fino a perdere i giusti contorni. Da regista, Curreri mette da parte la pellicola a favore di tecniche digitali e hd: ottenendo il risultato di un ritmo narrativo oltremodo lento e antidinamico, che toglie velocità e fa risaltare i tempi morti. L'eccessiva lunghezza (2h) non giova all'esito generale: c'è qualche passaggio decisamente superfluo. La buona disposizione degli attori si infrange contro l'assenza di una vera dialettica caratteriale. Se è vero che non c'è il buonismo di tante commedie italiane, non c'è nemmeno la cattiveria al vetriolo del testo di Germi e Vincenzoni. Si resta in mezzo al guado, e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come futile e non privo di superficialità .
Soloist
A Los Angeles il giornalista Steve Lopez entra in contatto con il senzatetto Nathaniel, affetto da schizofrenia e appassionato di Bach e Beethoven. Quando Steve gli porta un violoncello donato da una anonima benefattrice, Nathaniel comincia a suonare per strada, dove dice di sentirsi a proprio agio. Nathaniel vorrebbe esibirsi alla Walt Disney Concert Hall, e Steve si impegna per questo traguardo: dopo molte difficoltà e contrasti, arriva il giorno ma al momento decisivo l'equilibrio di Nathaniel si spezza e l'esibizione salta.
Tematiche: amicizia, malattia, tematiche sociali, carità.
Valutazione pastorale: si parte da veri fatti di cronaca: la vita di Nathaniel sotto la grande galleria di Los Angeles, la sua passione per la musica, gli articoli di Lopez per il Los Angeles Times e il suo libro, uscito anche in Italia con lo stesso titolo. Grande merito della regia é quello di non far restare il copione ingabbiato nelle secche degli avvenimenti ma di arricchire la materia con grande intensità visiva e visionaria. Senza mai rinunciare al contorno fortemente realistico della metropoli californiana, Wright scandisce i tratti di un confronto tra ragione e follia, tra fuga e condivisione, tra rabbia e amicizia che diventano diventano metafora dell'irrazionale che è in tutti e della necessità di aiutare la convivenza nell'individuo dell'attrazione per il bello e insieme per la sua distruzione. Ostico da seguire nella parte centrale, il racconto si chiude sul sogno di un abbraccio con gli ultimi di bella efficacia e coinvolgimento. Dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e nell'insieme poetico.
GORBACIOF
Taciturno e metodico, vestito sempre alla stessa maniera (completo grigio troppo stretto in vita, maglietta rosso lucido), Gorbaciof prende quotidianamente "in prestito" i soldi dalla cassetta di sicurezza del carcere per sedersi al tavolo da poker nel retrobottega di un ristorante cinese. Ma è una passione che inizia a costare caro, soprattutto quando al proprietario del locale viene fatto intendere da un habituè senza scrupoli che il prossimo debito di gioco sarà "pagato" dalla figlia Lila, amata dallo stesso Pacileo.
Tematiche: vita in carcere, amicizia.
Giudizio: storia diversa, che merita.
Pietro
Nella periferia di una città italiana, Pietro lavora in nero distribuendo volantini in strada. Nell'appartamento lasciato dai genitori, ora in stato di abbandono, Pietro vive con il fratello Francesco, un tossicodipendente legato in modo irreversibile allo spacciatore NikiNiki e al suo gruppo di compari. Ad accompagnare Pietro sul lavoro un giorno arriva una ragazza. I due stanno bene insieme e lui la sera la porta nella discoteca dove é solito recarsi con Francesco. A poco a poco i presenti cominciano con la ragazza scherzi e confidenze alquanto pesanti. Pietro sopporta finché può, poi esplode. Ora é al posto di polizia a raccontare la propria storia.
Tematiche: amicizia, amore, tossicodipendenza, trasgressione, sregolatezza.
Valutazione pastorale: dopo "I nostri anni" (2000) e "Nemmeno il destino" (2004), Gaglianone (dedito anche ad un costante lavoro sul documentario) compone un nuovo ritratto di un 'umiliato e offeso' dei nostri giorni. Il breve ritratto di Pietro, della sua vita difficile, della sua voglia di allegria ripetutamente frustrata da una cattiveria degenerata e cinica ha caratteristiche forti e non lascia indifferenti. Il regista vi riversa quel pessimismo quasi assoluto nell'uomo e nella vita quotidiana che è insieme denuncia, grido di dolore e forse eccessivo atto di sfiducia nell'esistenza di valori, di una solidarietà umana magari più vicina e capace di portare aiuto. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come complesso, problematico e adatto per dibatti. |