Recensioni Cinematografiche




Ottobre 2010

 

 

Mangia Prega Ama

Liz Gilbert (Julia Roberts) ha tutto ciò che una donna moderna può sognare, un marito, una casa e una carriera di successo, ma come tante donne di oggi, è insoddisfatta, confusa ed è alla ricerca di cosa effettivamente desidera dalla vita. Appena divorziata, trovandosi ad un bivio decide di allontanarsi dal suo mondo rischiando tutto e così per dare un cambiamento radicale alla sua vita intraprende un viaggio intorno al mondo, un percorso per ritrovare se stessa. Nel suo viaggio in Italia riscopre il piacere di mangiare; in India arricchisce la sua spiritualità e a Bali ritrova il suo equilibrio interiore grazie al vero amore.

Tematiche: donna, famiglia, vita di coppia, spiritualità.

Giudizio: affronta il tema dell’insoddisfazione famigliare e personale in modo molto banale e superficiale; il tema viene liquidato in modo che tornando a casa si pensa che basti un viaggio (per quanto intenso che sia…) per poter capire chi si è e cosa si vuole fare nella vita. Oltretutto il modello di religione e spiritualità che presenta questo film non è certo quello a cui siamo abituati e a cui guardiamo noi ma è molto svilito e minimizzato.

 

Sharm El Sheikh, un’estate indimenticabile

Fabio Romano (Enrico Brignano), è un ottimo venditore di polizze assicurative e si trasforma improvvisamente in mediocre mentitore quando rischia di perdere il lavoro e non dice nulla a casa; la moglie Franca, è un'eterna insegnante precaria costretta a prendere atto anche della precarietà del suo matrimonio; la figlia Martina, è reduce da un amore finito mentre Giulia, adolescente e fan di Harry Potter è alla ricerca del suo primo vero amore. A chiudere, c'è Nonna Camilla, la madre di Fabio, vedova, colta, accanita giocatrice d'azzardo. Dopo aver lavorato una vita, Fabio è riuscito a comprare la casa dei suoi sogni, stipulando un mutuo trentennale, al limite delle sue possibilità finanziarie. L'azienda per cui lavora è stata inglobata dalla concorrenza e il nuovo presidente è intenzionato a tagliare teste per ottimizzare i costi. Fabio è in ballottaggio con un collega e deve trovare il modo per convincere il capo che è su di lui che deve fare affidamento. Il capo è in vacanza in Egitto, a Sharm el Sheikh e quindi, con la scusa di portare tutti in vacanza Fabio, che odia il mare, convince i suoi a partire con lui per alla volta del Mar Rosso.

Tematiche: famiglia, lavoro, primo amore, rapporto genitori-figli.

Giudizio:  non è Natale ma sembra che il film panettone (anche senza i due primi rappresentanti) vada anche in questo periodo. Probabilmente il nostro gusto cinematografico si è spostato in questa direzione (di certo non il mio!) o forse abbiamo così voglia di commedia leggera che accettiamo qualsiasi cosa ci presentino. Personalmente questo film rappresenta anche un po’ la “delusione” per un Brignano che considero un attore e soprattutto un comico di livello ma che qui fa il gioco dei produttori cinematografici interessati più al guadagno facile che alla qualità. Sicuramente però per chi va a vedere questo film il fine è raggiunto: si azzera il cervello!

 

L’amore buio

Alla fine di una domenica di sole, mare, tuffi e pizza, quattro ragazzini, approfittano di Irene, anche lei adolescente. Uno di loro, Ciro di 16 anni, la mattina dopo va a denunciare sé e gli altri e vengono così condannati a due anni di reclusione.

Quei due mondi, così opposti e diversi, finiranno con l’incontrarsi, l’attrarsi, il fondersi. Irene e Ciro, da lontano (l’uno dal carcere di Nisida, e l’altra dalla casa meravigliosa dove vive con la famiglia in una delle zone più belle di Napoli), quasi senza accorgersene, lentamente cominceranno un irresistibile avvicinamento.

Tematiche: carcere, famiglia, rapporto genitori-figli, sessualità perversa, amore, amicizia

Giudizio: sicuramente un film toccante come si può ben intendere dalla breve recensione. È una storia che  punge e che è estremamente attuale affrontando un tema così problematico e che apre certamente spazio al dibattito. Consigliabile, per chi si sente di fare questo breve viaggio nel dolore.

 

La solitudine dei numeri primi

Alice e Mattia, coetanei a Torino. Bambini le cui coscienze sono attraversate da un trauma profondo che non li abbandonerà mai e che potrebbero amarsi ma decidono di separarsi.
Alice, la cui lesione fisica verrà spiegata solo molto più avanti ma che da subito determina il suo rapporto con il mondo, e Mattia, che ha un vulnus che lo tormenta nel profondo spingendolo all'autolesionismo. Due corpi che potrebbero fondersi ma che restano murati in una solitudine che si presenta come ineluttabile perché il senso di colpa e il sentirsi fuori posto (in una società sempre più spietata sin dalle età più giovani) finiscono con lo spingere a costruire muri in cui si possono aprire solo piccole brecce che sembrano sempre pronte a richiudersi. I flashback inseguono i flashforward perché il dolore non conosce percorsi canonici e gli eventi che hanno segnato una vita non chiedono il permesso per riemergere.

Tematiche: amore, amicizia, adolescenza, dolore, società.

Giudizio: Numeri primi divisibili solo per uno e per sé stessi in disperata e talvolta contraddittoria ricerca di una possibilità diversa. Questo film ci fa fare un viaggio nell’introspezione individuale. Consigliabile anche se molti sostengono che (come sempre del resto!) sia molto meglio il libro.

 

 

Un week end da bamboccioni

Trent'anni dopo il torneo che li vide vincitori sul campo di basket, cinque amici si ritrovano per onorare la memoria del loro amato coach. Organizzati bagagli e familiari, partono alla volta di Amoskeag lake dove festeggiarono la vittoria dell'infanzia e dove hanno intenzione di spargere le ceneri del defunto allenatore. Sulle sponde dolci del lago riscoprono il piacere e l'entusiasmo di un'età perduta, contagiando prole e consorti. Tra una grigliata naïf, un tuffo (a bomba) in piscina e un brindisi alcolico al 4 luglio rispolverano i ricordi e recuperano il senso della vita e dell’amicizia.

Tematiche: amicizia, morte, famiglia

Giudizio: assolutamente da evitare! Direi che il titolo parli da sé.

 

Sara Cuoghi